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Terapia ad Onde d'Urto (Ortopedia)

E' una modalità di cura di alcune malattie ortopediche molto comuni, che derivano dalle attività lavorative e sportive di tutti i giorni. In ortopedia la terapia ad onde d'urto si propone come alternativa alle conseguenze che può provocare l'uso dei farmaci (soprattutto cortisonici) e, talvolta, anche all'intervento chirurgico, che determina un'inevitabile conseguente inattività. Le onde d'urto sono onde sonore generate da particolari apparecchi, formati da due elettrodi immersi in acqua (il paziente, infatti, è immerso in una vasca) e sottoposti a una tensione (elettrica, elettromagnetica o piezoelettrica). Ad ogni scarica, l'acqua che si trova intorno agli elettodi si trasforma in una bolla di vapore a temperatura altissima, che sposta violentemente il liquido circostante: si forma un'onda d'urto, di grande ampiezza e brevissima durata. Le onde d'urto si propagano nei tessuti secondo le leggi fisiche delle onde acustiche; pertanto, avranno degli effetti dipendenti dalle caratteristiche particolari del mezzo che attraversano (ad esempio, la densità). Globalmente, le onde d'urto provocano tre effetti: 1) riducono la trasmissione del dolore, perché "colpiscono" le terminazioni nervose, stimolandole; 2) frammentano le calcificazioni (depositi di materiale solido costituito da sali minerali, ad esempio calcio, e/o da altre sostanze presenti nell'organismo) localizzate nei tessuti, scaricando su di esse la propria grande energia; 3) esercitano il cosiddetto "effetto di cavitazione", che procura la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) con maggior afflusso alla zona colpita di sangue e di nuove cellule: in tal modo si hanno una notevole spinta alla riparazione di piccole lesioni e d un miglioramento del metabolismo dei tessuti. Le indicazioni cliniche in ortopedia delle onde d'urto sono molto vaste e riguardano, tra l'altro, la pseudoartrosi (ritardo della guarigione delle fratture) e vari malattie dei tendini (le strutture che uniscono i muscoli alle ossa sulle quali s'inseriscono), tra cui le tendiniti (infiammazioni dei tendini caratterizzate da dolore e limitazione dei movimenti della parte interessata) e l'epicondilite (o "gomito del tennista", caratterizzato da un forte dolore a livello del gomito). La terapia con le onde d'urto non può essere eseguita in caso di pazienti che presentano un'alterazione della coagulazione (processo di solidificazione del sangue), di donne in gravidanza o di portatori di alcuni tipi di pace-maker (l'apparecchio che stimola elettricamente la contrazione del cuore, quando questa non avviene in modo regolare). Sono da escludersi, inoltre, casi in cui nella zona da trattare sono presenti processi infiammatori della pelle, infezioni, tumori e cartilagini in accrescimento. Solitamente il trattamento è di breve durata, ben tollerato e solo in alcuni casi è necessario ricorrere ad una leggera anestesia locale. Il numero delle sedute e la loro frequenza variano dal tipo di apparecchio e della malattia da trattare; nella maggior parte dei casi si eseguono due o quattro sedute alla settimana. Spesso, il trattamento con onde d'urto è associato ad un adeguato programma di fisioterapia, che prepara ad un più rapido recupero. Ciò è particolarmente indicato quando i pazienti sono sportivi, La terapia può essere ripetuta nel tempo e senza alcun effetto negativo sull'organismo.
 



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